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venerdì 3 luglio 2009

Il postino suona sempre due volte

....ma i guai no. Tornerò a breve, spero.

Questo per rassicurare le oceaniche folle radunate sotto la mia finestra, disperate per la mia assenza dal blog...

I miei piatti, attualmente, sono di questo genere:


venerdì 12 giugno 2009

venerdì 5 giugno 2009

Potrebbe piovere


Piove.
Tuona.
E tira vento.



Per giornate come questa potrei vendere l'anima al diavolo, se l'avessi.


lunedì 1 giugno 2009

Effetto notte

Non sono capace di accettare le cose che finiscono.
E' il mio più grosso limite, quasi una fobia.
Quando un film bello finisce, insieme al piacere per ciò che ho visto, provo una incredibile sensazione di vuoto. E così è anche per i libri, per i pochi telefilm che amo e tutti i loro personaggi e così via.
Film e libri che ho amato li rileggo e rivedo tante di quelle volte da essere quasi maniacale.
E' così per i rapporti umani, e questo li complica sin dalla lora nascita. Ma qui si aprirebbe un capitolo troppo vasto ed è meglio sorvolare.


Questo week end, caratterizzato da un clima splendido grazie al quale stanotte si è dormito col piumone (sic!), è stato un week end di abbandoni. Le immagini dell'addio al calcio del mio immenso capitano Maldini e del contemporaneo abbandono di Carletto Ancelotti sono state una pugnalata, per me. Qualcosa che, al momento, mi fa solo desiderare di non aver più nulla a che fare col calcio e le sue 'leggi' per un po'. Momenti come questi richiedono riti di addio e un po' di coccole. E così, dopo le partite, con cura religiosa ho ripiegato sciarpe, bandiere, magliette e gagliardetti vari e ne ho fatta una scatola da riporre con cura.


Tutto era previsto, però, e ci siamo preparati un fine settimana all'insegna del 'calduccio 'con molti film, una bella passeggiata col vento freddo che venivano i brividi e qualche coccola in cucina. In questo siamo rimasti davvero degli adolescenti. Niente orari, niente pranzi o cene nel senso stretto della parola, ma tanti golosi spuntini dolci e salati, innaffiati in questo caso da un ottimo Negroamaro.



Sabato sera, a grande richiesta, ho rifatto la focaccia pugliese. E ho così scoperto un altro grande pregio di questa focaccia buonissima: è a prova di errore. Cause di forza maggiore, infatti, mi hanno costretta a seguire poco e male impasto e lievitazione. Ne è risultata una focaccia molto alta, molto più dell'altra volta, più morbida ma altrettanto buona.



Per la domenica l'idea era quella di una colazione lunga e ricca, soprattutto di dolci. Muffin e tartelette sono state le scelte. Successivo antipasto con l'avanzo di focaccia e semplici stuzzichini di wurstel in pasta sfoglia. Tutte, o quasi, ricette da scrivere. E poi le lacrime, ma questa è altra storia.



La parentesi di Fantozzi in cucina: ci sono delle volte che, a dispetto della tanta voglia di cucinare, l'operazione è costellata di incidenti piuttosto ridicoli e fastidiosi. Riuscire a riderci sopra è l'unica salvezza. Domenica era uno di questi giorni con incidenti di vario genere come il pacco di farina rotto, che appena preso in mano si produce in un incredibile sbuffo che ci imbianca tutti, o il bicchierino di burro fuso messo in frigorifero ,che all'apertura dello sportello si rovescia su pavimento, gambe, ciabatte e testolina di un cane sempre tra i piedi.



Frost/Nixon, come speravo, non è stato per nulla una delusione. Ron Howard è davvero un regista interessante e il suo film, notevolmente difficile sulla carta, è un affresco umano, storico, politico e giornalistico che merita davvero. Ben tratteggiato è l'aspetto del rapporto - forse meglio dire della sfida - tra il giornalista, inizialmente sottovalutato dallo staff di Nixon, e l'ormai ex presidente cui Howard dedica molto spazio con un finale che, scevro da facile pietismo, regala una immagine dolce di questo sconfitto dalla storia. L'altro film visto che merita una segnalazione è 'La banda Baader Meinhof', di Uli Edel. La cosa che mi ha colpito del film, ben fatto e ricco di varie documentazioni dell'epoca, è l'aspetto triste di cui è permeato, che coinvolge tutti, terroristi e vittime, e che culmina nell'ultima mezz'ora - il film è molto lungo - con un senso di solitudine e di disperazione che non può lasciare indifferenti. Pare ovvio, ma non lo è. E vedendo il film si capisce bene anche il perché.



martedì 26 maggio 2009

O capitano, mio capitano....



Senza alcun commento per i vermi rinnegati che hanno esposto striscioni indecorosi ed utilizzato anche una figura come Baresi per le loro sporche faccende.

No, niente commenti.

Non ne meritano.

lunedì 25 maggio 2009

Joie de vivre


Non esiste stagione peggiore di questa, per me.

Il caldo torrido e umido, per svariate ragioni, congela la mia esistenza rallentando fin quasi alla sosta ritmi, idee e azioni. 'Anche a me, anche a me' è il coro che sento sempre in questi casi, intonato da persone che il giorno prima erano al mare, quello dopo a passeggiar per campi, nell'orto, in piscina, al parco coi figli, in montagna nel fine settimana e così via...

La mia vita si ferma, letteralmente, in attesa di un refolo che renda nuovamente possibile far(n)e qualcosa. Libri, quando la testa riesce a restarci il necessario, e film sono la mia attività.

'Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte.' diceva Truffaut. E allora, a dirla tutta, sono felice. Allettata e felice.

I film che ho visto questo week end erano tutti piuttosto dimenticabili, tranne ovviamente la parte dedicata al revival. E James Dean l'ha fatta da padrone anche questa volta. Ho da guardare due trasposizioni di libri di Simenon, 'Betty' e 'Luci nella notte' e 'Frost/Nixon: la sfida' che spero non mi deluda perché ho aspettative piuttosto alte.

Molte le puntate di West Wing, al solito, secondo me uno dei migliori telefilm di sempre. Che poi, a dire telefilm, pare si stia parlando di una qualche 'fesseria', che tali sono la maggior parte dei telefilm che vedo in onda, almeno sulle televisioni in chiaro. West Wing è secondo me molto più di un telefilm, uno spaccato piuttosto fedele ed illuminante sulla politica americana, anche nei suoi più complessi - al nostro occhio - meccanismi. Ritmo incalzante, dialoghi meravigliosi e serrati, umorismo upper class e un certo snobismo di fondo. Non so cosa farò una volta finite di guardare tutte e sei le serie.

Probabilmente ricomincerò a guardarle di nuovo in piena crisi di astinenza.

martedì 19 maggio 2009

Minestrone in salsa festiva



Il fine settimana inizia il venerdì sera. Non so se sia davvero così, ma è così che pare a me. Questo angolino delle nostre vite è diventato con gli anni luogo dell'intimità, della lentezza, di piccoli quanto paradossalmente enormi piaceri. Il lento scorrere è interrotto solo dalla spesa, che nel clima d'insieme entra come un caterpillar in un sala da tè, con effetti spesso tragicomici. Ma quando si avvicina l'estate anche questa incombenza, resa certo più fastidiosa dal caldo, assume un carattere più intimo; la città si svuota, e azzeccando l'orario ci si trova in pochi anche lì.

Tornando al venerdì, primo assaggio di pace, decido per la cena un assemblaggio di avanzi su pizza, innaffiato da una Bavaria freddissima. Ne viene fuori una gustosa pizza asparagi, stracchino e pomodorini che merita un post a parte.



Poi qualche puntata di Csi con addio di Grissom, che mi intristisce non poco, nonostante senz'altro coinciderà con una minor presenza di orridi insetti che gironzolano fuori dentro e intorno ai già mostruosi cadaveri sparsi qua e là nella serie. Viene fuori la teoria delle stringhe, 'sinfonia universale', che mi riprometto di approfondire perché dotata di indiscutibile fascino.

Fatta la spesa ci si consola con una fresca caprese. E qui qualche parola la meritano i 'mitici' pomodorini della mia fruttivendola, talmente gustosi da non richiedere nemmeno condimenti per essere apprezzati, sodi e profumati come mai ne avevo visto fuori dagli orti di qualche amico...insomma, un amore a prima vista, tanto forte da meritare l'insegna di questo 'ristorante'.

La cena del sabato è spesso a base di piadina: una coccola semplice, in questo caso piuttosto ipercalorica!, che non stanca mai. Ripiena di stracchino, taleggio, salamino e qualche melanzana grigliata, e accompagnata da un bicchiere di bianco delle Dolomiti davanti a una partita di calcio. Si decide poi per una (re)visione di Gioventù Bruciata. Mi colpiscono più del solito certe citazioni colte dei 'bruciati'...e penso alla mia (che fu) e alle altre di gioventù bruciate, e ai modi migliori in cui si potrebbe bruciare, decidendo di farlo.



Domenica un pranzo con amici. Mi piace molto avere persone a mangiare, purché siano poche, ci siano cose piacevoli su cui ridere e cose interessanti da raccontarsi. Certo non sempre può essere così, ma ciò che non reggo più sono le adunate oceaniche, il chiasso, i discorsi percepiti solo in parte tra il rumore, i pasta party che altrimenti come te la cavi con così tanta gente e le montagne di piatti sconsolati che restano a fissarti dopo che l'ultimo ospite se n'è andato.


Quello di domenica, invece, era proprio uno di quei pranzi piacevoli. Ho scoperto cose interessanti di Tallin, che conoscevo solo come puntino geografico in mezzo alla cartina, da cui ho ricevuto anche uno splendido regalo: un piccolo quaderno, con copertina in pelle decorata e fogli di carta piuttosto spessa fatta a mano. Non ha ancora una destinazione, ma per intanto me lo rimiro contenta.



L'afa che accompagna (ahimè) il risveglio domenicale mi spinge ad abbandonare l'agognato risotto agli asparagi, la cui ricetta meditavo di rubare alla mia eclettica dirimpettaia Giovanna. Opto così per una pasta ai friggitelli, regalo di stagione della mia fruttivendola.


Ecco la ricetta:

Togliere il picciolo ai friggitelli, i semi si lasciano, e farli a tocchetti. In una padella antiaderente scaldare un po' d'olio con uno spicchio d'aglio, appena è ben caldo mettere a cuocere i friggitelli finché non saranno dorati da ambo i lati e un po' ammorbiditi. Aggiungere sale, pepe e un paio di foglie di basilico spezzettato a mano.


Toglierli dalla padella e, con un nuovo filo d'olio e spicchio d'aglio, mettere a cuocere il pomodoro; nel frattempo mettere sul fuoco l'acqua per la pasta.

Cuocere un paio di minuti il pomodoro da solo, poi aggiungere i friggitelli e terminare la cottura insieme. Pronta la pasta aggiungere un bel mestolo di acqua di cottura al sugo, un altro po' di basilico spezzettato, passare la pasta in padella e servire.



Con grande sprezzo del pericolo non recedo, invece, dal proposito di preparare una buona focaccia come antipasto, da accompagnare con un po' di salame e delle verdure grigliate. Scelgo, sempre da 'la cuoca eclettica' una meravigliosa focaccia alla pugliese, che riscuote un enorme successo.


Il tutto accompagnato da una Malvasia secca 'Primo colle'. Per finire un semplice budino al cioccolato che, se non avesse vinto la pigrizia, avrei accompagnato con delle pere al caramello.


La cena della domenica difficilmente è tale; dopo le abbuffate un tè o uno yogurth ne sono il piatto forte (e unico). Decidiamo per un buddy-buddy movie, 'Strafumati', che è esattamente come ci aspettiamo: divertente e piacevole, pur con qualche manchevolezza nella parte finale di inseguimenti e sparatorie. Perfetto per una serata estiva.

Con l'estate arrivano anche i fuochi d'artificio che io, con un pensiero che rasenta la 'psicomagia', guardo sempre come se fosse nonna a salutarmi così. Avevamo una passione folle per i fuochi d'artificio...e molti dei ricordi che ho sono di noi che guardiamo i fuochi sul lago le notti d'estate, con la mia piccola manina perennemente nella sua.



Scivola così, tra un botto e l'altro, anche questa lenta domenica....


giovedì 14 maggio 2009

La cinica lotteria dei calci di rigore


Mi piacciono i calci di rigore.
E' quasi una faccenda a sè, separata da tutto quel che è stato nella partita che li precede.
Uno psicodramma in grande stile, con il pathos del pubblico pagante, le scaramanzie prima di entrare in scena, il testosterone che scorre a fiumi, le telecamere che indugiano su sguardi, gesti, espressioni corrucciate.
La camminata del giocatore chiamato al gol si analizza, si commenta, si tenta il pronostico mentre lui, uno dei due protagonisti, ciondola sino al dischetto, o ci si lancia come un animale sulla preda, terrorizzato o fiero, con quella palla che - ogni 'buon' commentatore lo sa - pesa come un macigno.
Dall'altra parte il portiere, canguro saltellante o gatto pronto allo scatto. Qualcuno tenta improbabili balletti per distrarre l'avversario, altri incitano la curva, altri ancora si avvicinano mesti alla porta come i condannati al patibolo.
Mi piacciono i calci di rigore.
Indipendentemente dalle squadre in campo e dall'importanza del trofeo in palio.
Dovrebbero farne un gioco, solo calci di rigore.
Mi ritrovo a fumare nervosa una sigaretta mentre osservo attentissima tutte le fasi.
Mi batte il cuore.
Via il primo rigore. Errore.
E già inizia lo psicodramma.
Mi accomodo meglio sul divano, per quanto la tensione me lo conceda.
Si va per le lunghe; i rigori sono tanti, per fortuna.
Esulto e mi incazzo. E dentro di me rido perché in realtà sto guardando due squadre che non sopporto - anche se una decisamente ancor meno dell'altra - di una partita seguita con poco interesse a spizzichi e bocconi.
E alla fine, come nei migliori drammi ed in perfetta sintonia con la tradizione dei calci di rigore, sbaglia uno di quelli che si è dannato l'anima per tutti i 120 minuti.
I perdenti si buttano sul campo stravolti e delusi, i vincitori piangono, urlano, corrono e si abbracciano tra cori del pubblico e coriandoli colorati. C'erano i coriandoli? non lo ricordo, in realtà, ma i coriandoli ci DEVONO essere. Fanno parte del rito, catarsi collettiva , e poi vengono bene in tv.
Spengo e sento già la mancanza.
Mi piacciono i calci di rigore

mercoledì 13 maggio 2009

Un foglio bianco (anzi nero)

Ci sono persone che fanno mille progetti, e di questi nemmeno uno o quasi vede poi la luce oltre agli arzigogoli mentali più o meno autistici.

Ci sono persone che hanno mille cose da scrivere e dire, o pensano di averle, e sono poi vinte dalla più totale pigrizia davanti ad una pagina bianca (o giù di lì), sia essa un pezzetto di carta, il retro di uno scontrino, un biglietto di auguri, un bellissimo quaderno comprato per l'occasione, un foglio di word, una mail o un blog.

Ci sono persone che amano così tanto quei pensieri, le proprie idee, le parole che usano (o non usano) per rappresentarli, da risultare (e magari essere) spocchiose, da far pensare ad un costante e fastidioso senso di malcelata superiorità.

Ci sono persone tanto lunatiche da costruire una città sfavillante e piena di meraviglia il giorno prima, per poi raderla al suolo in un istante il giorno dopo.

Ci sono persone che oscillano costantemente tra l'amore per (poche) persone e l'indifferenza o il fastidio per qualunque essere su due 'zampe' incroci il loro cammino.

Ci sono persone stronze fino all'osso.

Io appartengo a queste persone.


Cosa fare di questo blog è la domanda che - a rileggermi - mi viene spontanea, come direbbe il poeta.

Vorrei scriverci di cucina, di pensieri (tralasciando opere - che appunto non ci sono - e omissioni, che abbondano ma tali sono), di libri e di musica, di fotografia, di luci e colori, di cazzate e malmosti...vorrei, e forse sarà.